Anno X -

 

SACRIFICATE LE ASPIRAZIONI DEI GIOVANI A FAVORE DI INTERESSI DI CASTE E CORPORAZIONI


BASTA  AL  NUMERO  CHIUSO  ALL’UNIVERSITA’!


INIQUA NORMA CHIARAMENTE INCOSTITUZIONALE


CHE MINA LA LIBERTA’ PERSONALE ALLO STUDIO

 

 


13 dic. 2018

di Alfredo Grimaldi Labate


“Ma mi faccia il piacereee…”!
Direbbe Totò….

Sì, perché, con una falsità doppiogiochista tutta italiana, dicendo che si sarebbe tutelato l’interesse dei ragazzi che, altrimenti, poi, non avrebbero trovato adeguati sbocchi lavorativi risultando “intasate” alcune professioni, non si è fatto altro, con il numero chiuso alle Università, che tutelare gli interessi dei vari Ordini professionali.
Ma andiamo con ordine!

Ponendo un ostacolo al libero accesso ad alcuni corsi universitari, si è posto un grave, iniquo “alt”,  sotto il profilo giuridico costituzionale, al libero corso degli studi dei nostri ragazzi.
Indipendentemente da tutte le valutazioni di opportunità  a cui si voglia pensare o alle quali ci si voglia “attaccare”,   grave e molto, è il principio che incoscientemente si è intaccato.
“Episodio”… passo falso, al quale le forze politiche non hanno avuto interesse, sino ad ora, di porre rimedio.
E se è vero, come dicono, che vogliono combattere le ingiustizie ed essere diversi dai predecessori, che il Governo ora in carica intervenga su questa mancanza di libertà del singolo e, subito! Senza se e senza ma e, soprattutto, senza incertezze – come già accduto - o alcun timore reverenziale nei confronti di caste e poco chiari, altrui interessi.
La nostra Costituzione  è una delle più belle “creature” che mai abbia partorito la politica italiana: specchio di diritti e d’uguaglianza, ma – ahimé – che spesso rimangono sulla carta, in pratica inapplicati o, per meglio dire, vergati soltanto, su quel prezioso “documento cimelio”, firmato nel dicembre 1947, da Enrico De Nicola!
Ciò è inammissibile in linea di principio ed anche, appunto, nel caso che stiamo prendendo in esame.
In verità ci sono state delle  avvisaglie…  degli approcci, a livello politico, per cambiare la normativa in vigore, ma è chiaro che la forza dei politici – che a nostro modesto avviso, non si sono molto impegnati nella battaglia – è stata impari, al confronto delle forze di caste e lobbies che avevano ed hanno interessi opposti, sull’argomento.

Ora, forse, voi state pensando  - ma è pura gratuita malignità! – che i signori politici non si siano troppo impegnati, in quanto simili problemi non toccano la dorata figliolanza dei vari Onorevoli che, o  superano i famigerati test – s’intende, per bravura!-  o vanno all’estero, in qualche prestigiosa Università…
Ma… l’avete pensato voi, miei cari, pepati Lettori !!!
Io non l’ho scritto e… nemmeno pensato!…
La realtà  è che molti rappresentanti delle caste   – è il caso di dirlo?... –  sono presenti nei banchi del Parlamento e nelle alte sfere della “nomenclatura” che conta.
E le caste, per loro propria natura, tengono molto, a che non siano in molti a sedersi a tavola, per spartirsi la torta. Specie, quando la torta si fa sempre più piccola e i commensali divengono  sempre più  numerosi…
“Troppi medici!”……. – si diceva-  e…
“Dove andremo a finire?”
“Avremo, fra poco, un medico ogni dieci abitanti, in Italia!…”, si aggiungeva.
E gli avvocati???
“Anch’essi troppi!”, si continuava a dire.
Sì, l’Italiano è un popolo - lo si sa -  litigioso e…  ma di questo passo, forse qualcuno azzardava a pensare che magari, presto, non ci sarebbe stata più clientela con le continue infornate di tutti quei giovani avvocatini. E ad alcuni, forse, sarebbero rimasti da difendere soltanto i cosiddetti  comuni ladri di polli, ma…  al giorno d’oggi, i polli  te  li  tirano dietro, quindi,  manco i  ladri di polli,  ci sono più  e… quindi???...
E allora… ecco trovato l’escamotage: si chiudano  i cancelli!
Numero chiuso !!!!  
Oltre che a Medicina, pure a Giurisprudenza, anche se, per quest’ultimo corso di studi, bisogna dire, il numero chiuso non è previsto per legge, ma è solo a discrezione dei singoli atenei. Non poche Università, però, hanno seguito questo corso di atteggiamento.
Ma per i futuri avvocati, anche se il numero chiuso non è drasticamente previsto ovunque, si sono inventate delle moderne forche caudine.
L’esame di Stato, una volta, esame che si superava quasi sempre indenni e che non era altro che un passaggio obbligato quasi “formale”, oggi, sempre per quella legge non scritta della “torta” da dividere possibilmente in un numero limitato di convitati,  è diventato un vero, reale “spauracchio” dei nostri dottori in legge, tanto da generare il fenomeno del “turismo dei futuri avvocati”.
Turismo fatto con rocamboleschi   spostamenti da nord a sud dell’italo stivale, se non, addirittura,con “trasferte” all’estero, specie in Spagna, dove vanno molti nostri giovani, a sostenere l’Esame di Stato e che poi, esercitano regolarmente in Italia, in quanto la Spagna fa parte dell’ Europa.

Ma che più che avvocati, dovremmo, forse, chiamarli più appropriatamente… “ Abogados”!...
Ricordiamo, infatti, la pubblicità in ogni dove,  che invitava, così gli aspiranti avvocati: ”Vieni in Spagna e diventa ABOGADO”!
Però, tutto questo inasprimento di passaggi e chiusura di cancelli – giustificano i fautori - chiaramente… solo in nome degli interessi della Nazione, che non poteva più sopportare sì grave peso di schiere di camici bianchi e toghe  e, naturalmente, anche degli stessi giovani che poi, poverini, non avrebbero avuto di che campare!...

Questo è altruismo e buon governo della cosa pubblica!!!...
Ignorando due cose fondamentali.
La prima, che è la stessa vita professionale che fa la selezione naturale. La seconda, che non s’è mai visto un professionista che muore di fame: specie un medico o un avvocato .
Intanto, in nome di una torta che altrimenti si sarebbe dovuta dividere in troppe parti, è stato intaccato un principio fondamentale  fra le libertà del cittadino. Poi, cosa che a nostro avviso, forse è ancor più grave, si son tarpati i sogni di chissà quanti giovani che, forse sarebbero stati appassionati, valenti e coscienziosi medici o integerrimi principi del foro, ma che, per una rispostina sbagliata di troppo, si son trovati a fare, tanto per fare un esempio, i geologi  o gli insegnanti, con gravissimo danno per la Società che non ha certo bisogno  di insegnanti di ripiego, ma esige, invece, Personale docente che crede, con passione, nell’alta missione educatrice e formatrice della Scuola.
Come di geologi che ce ne vorrebbero di più e benvenute siano, forze nuove nel settore, ma che poi risultano spesso inutilizzate, in quanto,  per il dissestato nostro sistema idrogeologico,  lo Stato, di solito, non stanzia che più che insufficienti fondi di bilancio.
E pensiamo quasi con rabbia che in quelle schiere di giovani scartati da Medicina, magari c’era qualche talentuoso giovane appassionato di Ricerca, magari, potenziale Nobel in nuce.
Ma pensiamo ancor più ai sogni infranti di tanti ragazzi… E guai, a chi infrange i sogni dei giovani!
Grave delitto il suo, perché ne farà uomini demotivati che si dibattono di malavoglia in un lavoro che non è il loro, perché non hanno potuto sceglierlo. Quando, avrebbero dato molto di più alla Società, se avessero potuto seguire l’istinto che sentivano dentro o, almeno, provarci!
Ecco… “provarci”.
Pensiamo che tutti i giovani ne abbiano il sacrosanto diritto!
Ma, sapete, poi, qual è la “barzelletta” finale?...
Che in previsione della marcia velocizzatrice  in più che, pare,  dovrebbero avere i pensionamenti in Italia, da uno studio uscito recentemente, sembra risulti che fra qualche  anno non ci sarà un numero sufficiente di medici, tale da poter soddisfare il fabbisogno e le esigenze del Servizio Sanitario Nazionale!
E quindi, oltre agli infermieri stranieri, in Italia, avremo anche i medici stranieri.
Niente di male, per carità, ma…
Ma… le caste faranno tesoro di questa esperienza?.......
Macché,  queste sono…
“pinzellacchere”,
direbbe il solito Totò…

 
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