Anno VIII -

 

UN  APPUNTAMENTO DI  DEMOCRAZIA



R    E    F    E    R    E    N    D    U    M



S   I ‘  .  .  .    N  O   .  .  .   ?



N  O  N    I  M  P  O  R  T  A,   M  A    A  N  D  I  A  M  O    A    V   O  T  A  R  E


C H E   P E R   I L   M A R E   C’ E’  U N ‘ I N T E R A   S T A G I O N E

 

 

08.04.2016

di  Alfredo Labate Grimaldi




Fermi!
Non vogliamo scocciarvi con l’eterno problema politico del giorno.
Né, tanto meno, volervi influenzare, dicendovi perché votare sì… perché votare no.
Assolutamente.
A voi giustamente la scelta, secondo ragione e coscienza.
Ma vogliamo semplicemente evidenziare che non è il caso di abdicare al nostro diritto – forse l’unico che ci è rimasto – di dire sì o no, ad un quesito referendario. Così come si usa fare nei Paesi veramente democratici.
E, soprattutto, suggerire di tenerci ben stretto nella mano, l’ultimo diritto che, forse, abbiamo: quello di…  andare al mare quando vogliamo noi e non quando ce lo dicono i “dittatorelli” di turno.
Guardate… in Italia, ancora accade di andare alle urne: almeno ogni tanto… Anche se poi, quelli che abbiamo votato – sempre che non ci diano il “listone” dove i nomi non possiamo sceglierli, ma ci vengono relativamente imposti – di solito non fanno mai quello che vorremmo noi, bensì quello che impongono le segreterie dei partiti con ordini di scuderia.
E allora, una volta tanto che con un sì o un no possiamo esprimere una nostra ferma ed inequivocabile scelta, per favore, non ce lo facciamo scippare dalle mani, questo diritto!
Come anche, il diritto -  come prima si diceva -  di scegliere noi, con nostra moglie ed i bambini, di andare o no… “al mare”.
“Al mare”… di buona memoria craxiana, quando in occasione della celebrazione di un referendum non gradito all’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, lo stesso, paternalisticamente suggerì al popolo italiano – era il giugno del ’91 e fu punita la sua arroganza – di andare al mare.
Eh sì, per quella dannata appendice della legislazione che disciplina i referendum che si chiama “quorum”,  per il quale, se non si raggiunge il minimo del 50% più uno degli aventi diritto al voto, l’esito, il risultato della consultazione referendaria non ha valore, è nullo.
E da quel dì, è in uso questa formula per scoraggiare la gente dall’andare a votare, quando la consultazione in programma è temuta dai governanti di turno.
Ma almeno – vivaddio! – quello,  il Craxi, gli attributi almeno ce li aveva…  si diceva!
Ricordate le famosissime vignette di Forattini che lo ritraevano con aspetto fieramente ducesco e calzando lucidissimi stivali???
Ora, se Craxi gli attributi realmente ce li avesse, non lo abbiamo mai constatato di persona… ma che da ben noto appassionato cultore della vita di Garibaldi, amasse  modi concreti, poco formali e che andavano diritto allo scopo, al dunque, è cosa nota e, soprattutto, ai suoi alleati di governo che spesso dovettero chinare il capo davanti al suo decisionismo.
E se ne accorsero anche gli Stati Uniti, Paese nostro alleato di sempre.
Nessun nostro Presidente del Consiglio, infatti, aveva mai osato di mettere con le spalle al muro e davanti al fatto compiuto, a muso duro, i famosi Marines, come accadde nella base americana di Sigonella, in Sicilia, facendoli circondare dai nostri Carabinieri!
Ed il Presidente U.S.A dell’epoca, Ronald Reagan, scrisse una lettera al nostro Presidente del Consiglio che s’apriva, con un… “Dear Bettino” (Caro Bettino)!…
Ma abbiamo divagato, andando al mare… e torniamo all’istituto del referendum, alta espressione della volontà popolare e non come pensano i soliti, mezzo populistico avente rischi di deriva istituzionale…
Noi, in Italia, non abbiamo l’istituto del referendum propositivo – mancanza democratica grave, voluta dai nostri Padri costituzionali, temendo, appunto, possibili, pericolose iniziative  populistiche. Intendendo il vocabolo populismo nella sua accezione negativa, soltanto…
L’istituto del referendum propositivo, ce l’hanno, in Italia, soltanto la Regione autonoma della Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano.
Si vede che il resto degli Italiani non merita questo istituto democratico, in quanto non ancora maturo per farne buon uso…
Il resto degli Italiani può avvalersi solo della forma referendaria abrogativa.
Ed allora… visto che ce l’abbiamo… per piacere non ce la facciamo scippare: non solo, ma USIAMOLA!
Si tratta di approfittare di un nostro diritto, attraverso il quale poter far sentire – una delle poche volte in cui ci si concede l’occasione – la nostra voce, in modo diretto.
Odo… un sommesso bisbiglìo di sfiducia…
Sì… è vero, avete ragione…
Il più delle volte il Governo di turno, uscito sconfitto dalla volontà popolare, poi, dopo, ha legiferato in modo che quello che prima era “zuppa”, diventasse… “pan bagnato” ma che chimicamente rimanesse inalterato.
Basta ricordare, - sì – il voto degli Italiani che si pronunciarono con un no al finanziamento pubblico dei partiti. Soldi che, invece, furono  reintrodotti, diventando… “rimborso elettorale”…
Come quando gli Italiani dissero sì alla soppressione del Ministero dell’Agricoltura e Foreste  e questo rinacque, novella Araba Fenice, ribattezzato… “Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali”…
Magia della preparazione italica in materia di… lessico!
Insomma… sentite… anche se poi ci fregano io dico che, “sì” o “no”, andiamo a votare!
E… quando vogliamo andare al mare, andiamoci quando vuole nostra moglie, i bambini o quando… c’abbiamo voglia noi.
Almeno su questo, non facciamoci far da balia dai nostri governanti che già troppo e abbastanza entrano e spesso male, anzi a gamba tesa, nella nostra vita di relazione. Non facciamoli entrare, quindi, almeno quando è domenica e la giornata è tutta nostra: usiamola, anche per dire… la “nostra”!
Ah… dimenticavo una cosa!
Pensate… se potessimo godere anche dell’istituto del referendum propositivo, potremmo eliminare, con apposita indizione di referendum,  l’inghippo del “quorum”… pensate!
Sì, questo inciampo del quorum che rende inutile un pronunciamento democratico che è democratico sempre: in quanto ci sono  una maggioranza ed una minoranza di pareri chiaramente, democraticamente espressi.
Sarebbe, così, rimosso il problema del…
“mare sì…
“mare no”…
Ma il problema del quorum, miei cari Signori, non sarà mai risolto, perché a nessun Governo e di qualsiasi colore politico esso sia, conviene eliminarlo.
E così avverrà sempre -  fino a quando non si deciderà di eliminare il quorum dalle consultazioni referendarie -  che la non partecipazione degli uni inficerà la palese, decisa volontà degli altri, calpestando le basi di un elementare strumento di democrazia  ove – tranne in pochi casi ed  estremamente delicati, quando la legge preferisce scegliere una maggioranza cosiddetta qualificata -  vince sempre la maggioranza dei votanti e non quella degli aventi diritto al voto.
Ci sarà quindi, sempre l’invito al mare,  Signori, magari…  con omaggio di secchiello e palettina per i bambini ed un biglietto omaggio per un giro in pedalò, per mamma e papà!
Tutti al mare… quindi, come celebra la famosa, orecchiabile canzone?
No… per favore!
Tutti al seggio, invece.
E… grazie,
da parte di “signora Democrazia”…

 
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