Anno VIII -

 

 

 

IO SONO CRIMEANO



E PARLO RUSSO

 

(30.03.2014)

di Alfredo Labate Grimaldi

 

 

Sempre un crogiolo di varie etnie, quindi, lingue, religioni, genti di provenienze diverse è stata La Crimea.

Terra dove molti sono passati, molti si sono stabiliti, ma di questi molti si può dire ch’erano diversi in tutto, come spesso accade in molti posti della Terra, dove migrazioni o esiti di conflitti portano ad una mescolanza di etnie diverse, condannate, talvolta  a vivere, pur con il loro bagaglio culturale diverso, gomito a gomito nella stessa parte di mondo e fare, volenti o nolenti, “Popolo”.

Chiaramente, è fatale che si vengano a costituire maggioranze e minoranze e che queste ultime abbiano a lamentare malcontento o, peggio, ingiustizie.

La penisola  di Crimea, con la sua particolare posizione strategica  quasi a mo’ di sentinella del mar d’Azov e quindi del mar Nero, suo malgrado è divenuta, nel corso della sua complicata storia attraverso i secoli, boccone prelibato per le grandi potenze e poi, non dimentichiamo, zona cuscinetto, quasi fra due mondi.

Non è nuova la questione Crimea, nella Storia recente e passata, e temiamo che sarà sempre un punto debole dell’equilibrio storico-politico del futuro.

Partendo da queste premesse non si può assolutamente salomonicamente dire di chi sia, a chi appartenga  l’ex Stato dei Tatari di Crimea, nemmeno potendo ignorare l’Impero ottomano che l’ebbe per la maggior parte dei tempi fra i suoi possedimenti, o annoverato fra i suoi Protettorati.  E a quel  tempo, nelle continue dispute e continue scaramucce guerresche per ragioni di confine,  i Tatari di Crimea, ormai  “Turchizzati”, indipendentemente da tutto e tutti, facevano prigionieri sia Ucraìni che Russi, vendendoli, poi, come schiavi.

E  tanto, son stati i Tatari di Crimea sotto l’Impero ottomano che ancor oggi, là, ci sono grosse frange di popolo, praticante la religione musulmana.

Nel  XVIII secolo - precisamente verso la fine del Settecento – nell’immane  scontro  fra Russia ed Impero ottomano che s’ebbe in quel tempo, quest’ultimo ha la peggio e perde, quindi, anche la Crimea .

Ora…

Non potendo dare quindi una sicura, più che certa “carta d’identità” alla Crimea, indipendentemente dai fatti storici che si perdono nella notte dei tempi, compresi quelli di questi giorni, ci pare logico, anzi, quasi obbligatorio, in questa occasione, anche quale “extrema ratio”,  agire alla luce della “Autodeterminazione dei Popoli”, più volte e sempre richiamata e ribadita, in più sedi ed in varie epoche storiche, come una delle norme “principe” del  Diritto Internazionale.

“AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI”, primiero ed assoluto Principio regolatore d’ogni disputa di tale genere e al di sopra di tutto e tutti: perché cosa è meglio della univoca volontà espressa liberamente, democraticamente, senza costrizione alcuna, da un popolo chiamato ad esprimersi in tal senso?

“Autodeterminazione dei Popoli”, quindi, unica valida bussola indicante con l’inflessibilità del proprio ago magnetico, la volontà di appartenenza di un popolo, multietnico pure che sia!

Ora dobbiamo  a pié pari saltare tutta la storia della Crimea e dei suoi popoli e giungere ai giorni nostri, quando, cioè, essa è abitata da Ucraìni e Russi, con una forte maggioranza di origine russa, cioè di ucraìni russofoni.

In barba a tutto quello che sta dicendo il “mondo”, cioè i “Politici” del mondo, nelle cui tesi, come sempre, non sono estranee motivazioni di vario genere, ma dove primeggiano pur sempre i principi dell’Economia e del puro, basso interesse di parte, e che dopo i fatti degli ultimi giorni (annessione della Crimea alla Russia), si sono schierati con l’Ucraina… “defraudata” della penisola crimeana e contro i Russi “predatori”, noi questa volta siamo con i Russi, anzi, con i  Crimeani!

Perché in questo bailamme di cose, un fatto solo è certo: che c’è stata in Crimea una “Dichiarazione”  (non lo chiamiamo referendum perché non ufficialmente proposto dal Governo legittimo ucraìno) secondo la quale il 90 e passa dei Crimeani hanno dichiarato con un voto che tutti gli osservatori esteri hanno dichiarato non viziato in alcunché  e quindi valido, che vogliono far parte, politicamente, della Federazione Russa.

Il mondo politico, Obama in testa,  blatera, sbraita, minaccia, ma la realtà delle cose è questa. E ci pare naturale che se dei figli dichiarano di volere essere adottati da un certo padre, questo padre stesso sia quasi obbligato a firmare “l’adozione”: annessione ci pare un vocabolo non ortodosso, nella fattispecie, quindi, decisamente forzato!

E cosa fatta, capo ha!

Nel XVIII secolo (verso la fine del settecento), in occasione del grosso scontro armato fra Russia ed Impero Ottomano, questo ebbe la peggio e perse, così, anche la Crimea.

Ma quando qualcuno prende una Terra che “etnicamente” non è sua – l’hanno fatto in tempi storicamente moderni, Francesco Giuseppe, Stalin, Hitler, Tito con la Venezia Giulia  e lo stesso Mussolini con il Sud Tirolo – letteralmente e ad arte cercano di  “imbottire” la terra “strappata” illegalmente  in guerra, “de facto” depredata, di gente propria, promettendo - certamente alle classi meno abbienti - mari e monti, cioè… terra, lavoro, casa, benessere, previo trasferimento armi e bagagli dalla propria terra, ma magari avara di raccolti, nelle nuove terre conquistate al nemico, al fine di… ad arte “nazionalizzarle”.

Ed è così che quelle terre artificiosamente si… “slavizzano”  - nel caso della Venezia Giulia e della italianissima, anzi… “anticamente Veneziana=…  Istria -  le altre si… “italianizzano” come l’etnicamente austriaco, ma più  indipendente  Sud Tirolo -  e così via…

“Guai ai vinti!” esclamò Brenno, capo dei Galli, quando pretese più del dovuto dai Romani. Sarà stato pure un capo barbaro, ma… ne capiva di come andavano le cose del mondo!

E  così è stato per la Crimea, “imbottita” da Russi ai tempi della sconfitta dell’Impero Ottomano… fino ad essere, dopo, Terra d’Ucraina sì, ma in maggioranza Russa, per  etnia, lingua, usi, costumi.

Ecco, poi, che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine – perché la Storia la si può “forzare”, ma prima o poi, sappiate, non perdona e si prende la sua giusta rivincita! -  e scoppia il caos: non è stato il primo, purtroppo non sarà l’ultimo sulla faccia della Terra, visto che il vincitore – come Brenno - ha sempre ragione ed i confini se li disegna a tavolino, coi rispettivi  “compari” a loro esclusivo  uso,  consumo e…interesse, appunto.

Ma anche se la Storia ha tempi lunghi, però non perdona…

Nel 1921, la Crimea facente parte della Federazione Russa, diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea.  E nel 1954 è…  “regalata”, naturalmente per sottili fini politici, all’Ucraina, dall’allora Capo dell’ U.R.S.S.  Nikita Kruscev.

Ma…  in barba ad ogni trattato e ad ogni  confine fasullo disegnato a tavolino da un qualsiasi e pur invincibile avversario, c’è sempre una inconfutabile “prova del nove”: quello che un popolo  “sente”… quello che un popolo realmente  “è”…  quindi, quello che un  popolo vuole, anzi, prima o poi, pretende: il riconoscimento della propria identità!

Si faccia  un referendum nel Sud Tirolo… “italiano” (politicamente, cosiddetto…”Alto Adige”) e ne vedremmo delle belle, contro ogni “pacchetto” politico internazionale, “contrattato”,  deciso e sottoscritto dai Politici, ai quali, dei Popoli non glien’è mai fregato un bel nulla, e contro, pure,  un supposto, creduto (fors’anche relativamente reale),benessere economico, raggiunto da quelle popolazioni, oggi!

Perché quando la marcia di un Popolo è giusta, lecita, essa diventa, prima o poi, inarrestabile: e tutto quel che  trova dinnanzi, che ne possa pur minimamente ostacolare l’ormai “matura” marcia, tutto travolge e stravolge.

Noi NON siamo “bastian contrari” di carriera o per partito preso o, peggio,  per distinguerci dalla massa. Ma noi contro il mondo intero (ah… no – scusate, dimenticavo! - anche  Grillo si è  schierato dalla parte dei Russi, una volta tanto ragionando ed evitando di far ridere), siamo per la “Autodeterminazione dei Popoli”, “espressione  per noi, sacra” ch’è  la sola cosa che fa di un popolo il vero artefice dei propri destini e non suddito o peggio schiavo della “nonstoria” o, ancor peggio, della politica, ch’è stata, in ogni dove e sempre, dai tempi dei tempi, non altro che un basso mercato delle vacche, dove le vacche erano rappresentate dai Popoli!

Non possiamo ignorare le centinaia di migliaia di bandiere russe, che sventolavano raggianti, i Crimeani in questi giorni.

Solo che…

Solo che non vorremmo che presto dovessero pentirsene.

Perché conosciamo bene il Compagno Putin, ex Colonnello del KGB di non lontana, sovietica memoria, il suo zarismo e la sua reale dittatura.

E non vorremmo che i Crimeani che facevano garrire al vento le bandiere russe in questi giorni, dovessero ripiegarle, presto e mestamente o, peggio, prima o poi, riprendere a sventolare quelle dell’Ucraina, magari, macchiate di sangue.

Lo diciamo in nome di quell’altra cosa cui teniamo e non poco: la LIBERTA’ di ogni Popolo, la sua Autodeterminazione  e la facoltà di liberamente esprimere  e… “praticare” tali LIBERTA’!

 
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