Anno VIII -

 

 

NON DICIAMO CHE NON ERAVAMO STATI AVVERTITI…



E’  RIVOLUZIONE!



QUELLA DEI FORCONI



MESTIERANTI DELLA POLITICA NON SCHERZATE COL FUOCO


QUESTI HANNO ARMI BEN PIU’ POTENTI DEI FUCILI CHE DICEVA D’AVERE BOSSI


QUESTI HANNO I FORCONI E PRIMA O POI ARRIVERANNO ALLA BASTIGLIA



10.12.2013

di   Maria Agrippina  Amantìa

 

Formiche impazzite, la gente.

Nel formicaio non c’è più grano.

Niente sinergia, solidarietà, ognuno per la sua strada d'egoismo.
Qualcuno – dei potenti!... - arraffa le ultime briciole d'un pasto che fu sostanzioso ma di cui nulla è rimasto.
Stolti! Da formiche a cicale, anzi, mantidi religiose che s'accoppiano e mentre pensi che diano amore, ti divorano.
Niente è rimasto di quegli anni sessanta - rivoluzioni di menti - svolte epocali di genti,  guerre d'amore e di fiori nei cannoni di grandi ideali. Pensavamo non finisse…
Tornare indietro? Non si può.

Mariano Ferro – leader dei “Forconi” - carico a mille e che abbraccia il suo popolo nella sua Avola, grida:

<Siamo liberi e con questa manifestazione di protesta, lo dimostreremo sempre più! A chi mi chiede chi c’è dietro a Mariano Ferro, chi ci finanzia, noi rispondiamo che la nostra benzina è il cuore e che non c’è sotto, nessuno>.

Il leader dei Forconi rilancia contro “le malelingue” che stanno osteggiando la manifestazione e continua…

<Noi non bloccheremo nessuno, spiegheremo le nostre motivazioni e non costringeremo assolutamente nessuno. Io solo so con quanti sacrifici abbiamo unito la Sicilia all’Italia, quanti sacrifici facciano gli amici di Napoli quando mi invitano e mi pagano il biglietto, o gli amici del Nord. L’Italia è una e una sola e da domenica sera, sarà ancora più unita nella protesta civile>


Tir e auto, in 96 presidi in tutta Italia a partire dalle 22 di domenica sera, che minacciano di fermare il Paese.

La mobilitazione del 9 dicembre “Fermiamo l’Italia” è partita. E sulla scia del “Movimento dei Forconi” di Mariano Ferro e di alcuni esponenti di categorie sociali, in rotta con le loro rappresentanze sindacali e politiche ufficiali.

E noi?

Persone comuni che non scenderemo in piazza, che non saremo solidali con i “Forconi”, cosa faremo? Ci lamenteremo dei disagi che ci causeranno… li boicotteremo… diremo che tanto non cambia niente?...
Si, si, noi staremo al calduccio, abbiamo fatto il pieno all'auto - non si sa mai… qualche scorta d'alimentari in più… - e passeremo questi giorni, davanti alla tele o al pc.

Si, perché per noi tutti, oramai, non c'è bisogno di scendere in piazza, di fare proteste, ci sono i links, e ci mandiamo a dire tutto attraverso questo nuovo metodo di protesta. Con i links, ci diamo il buongiorno, il buon pranzo, la buona sera, il buon compleanno, ci mandiamo… “affanculo”. Si, coi links si fa in fretta. Uno condivide e dice subito… “Basta, siamo stufi, fuori dai coglioni i politici corrotti, basta!”

Coi links, noi dimostriamo la nostra solidarietà al povero che si aggira tra i cassonetti in cerca di qualcosa da mangiare, agli immigrati che sono più di noi, imprechiamo contro il bastardo che stupra una donna e compatiamo  chi ha perso la casa  e dorme in macchina.
Come siamo cambiati! Facciamo oramai tutto sul web: dal comperare un oggetto che ci arriva direttamente a casa, fino alla… rivoluzione!
L'importante è non muoversi dalla propria postazione pc, tanto “I Forconi” sono lì, loro sono in strada e per tutti…
Ci saranno i più temerari che andranno nelle varie postazioni e fotograferanno tutte le varie fasi della dimostrazione, e se poi ci scappasse pure la tragedia… che bello! avremmo pure delle belle immagini da condividere e commentare con i “mi piace!”.

“Mi piace”?...

Mi piace… che???...

“Scenderò , scenderò in strada,
scenderò e non mi nasconderò
sarò lì in prima linea a fare la mia rivoluzione
anch'io avrò il mio forcone
la mia voce sarà alta, fra tante
griderò sempre più forte
contro questo sistema che ci opprime
contro questo sistema che ci vuole morti
canterò il mio inno alla vita
canterò la mia rabbia
sentiranno tutti, smuoverò le coscienze
la mia anima travolgerà ogni cosa
cambiare, cambiare si deve
uniamoci per farlo, ce lo dobbiamo
la rivoluzione si fa anche con la poesia”

 

 

PRESENTAZIONE di Maria Agrippina Amantìa

Sono lietissimo di annunciare un nuovo arrivo – anche questo un “pezzo da novanta” – e annoverare,  cioè, nella squadra di  altrastampa.net Maria Agrippina Amantìa!

La  Amantìa, siciliana di Minèo (Ct), è scrittrice (a giorni la pubblicazione di un suo romanzo), ha pubblicato una raccolta di liriche, ma… nasce giornalista, anzi… “editore”, perché, fondatrice del giornale della Sua  Scuola.

E’ scrittrice “sanguigna”. E questa passionalità la porta  ad essere annoverata spesso, come  Autrice di denuncia e di protesta. Infatti, a qualsiasi forma letteraria si dedichi, Ella cerca sempre di impegnare e risvegliare le coscienze dormienti, sui malanni della nostra Società.

In accordo o in disaccordo con i Suoi scritti, però, mai si potrà rimanere insensibili di fronte alla sua passionalità etnea: “sangue” che troverete anche nel suo carattere di Donna piena d’entusiasmi e sempre impegnata, col cuore e con l’azione. Ed è autrice “sanguigna” anche nelle sue liriche d’amore.

Non a caso, per portarla alla ribalta, ma soprattutto alla Vostra attenzione, Lettori, le abbiamo chiesto un servizio su…”I Forconi”!

Ed Ella ci ha regalato un “pezzo” di forte giornalismo che poi, liricamente, ha voluto chiudere con un suo quasi inno libertario.

Benvenuta fra noi, Maria Agrippina Amantìa!

Alfredo Labate Grimaldi.

 

NON DICIAMO CHE NON ERAVAMO STATI AVVERTITI…

E’ RIVOLUZIONE!

QUELLA DEI FORCONI

MESTIERANTI DELLA POLITICA NON SCHERZATE COL FUOCO

QUESTI HANNO ARMI BEN PIU’ POTENTI DEI FUCILI CHE DICEVA D’AVERE BOSSI

QUESTI HANNO I FORCONI E PRIMA O POI ARRIVERANNO ALLA BASTIGLIA

di Maria Agrippina Amantìa

 
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