Anno VIII -

 

 

venerdì 22 novembre 1963 ore 12,30 ora di Dallas...

venerdì 22 novembre 2013... 50 anni dopo


J O H N   F I T Z G E R A L D   K E N N E D Y


e fu la prima volta che...



21.11.2013

di Alfredo Labate Grimaldi

 

… Se ne son dette tante, tanto si è scritto ed ancora non è stata messa  - e chissà se mai la si potrà scrivere -  la parola “fine” alla storia di  J. F. K.

Ma una cosa è certa. Che per l’America e per quella parte di mondo che allora gravitava nell’orbita degli Stati Uniti,  fu subito Storia e fu…

fu per la prima volta che fu eletto un presidente cattolico…

fu la prima volta di un presidente giovane, il più giovane della Storia degli Stati Uniti,  -  coraggio che solo gli Americani hanno, quello, cioè, di affidare i destini del Paese e quasi del mondo  - almeno quello occidentale -  ad un poco più che quarantenne (venne eletto nel 1960 ed aveva appena 43 anni). In Italia, a 40 anni, si è considerati immaturi per qualunque  carica di prestigio e di responsabilità  ed un quarantenne, fino a venti anni fa,  qua da noi, lo mandavano al massimo, a fare il… consigliere comunale…

fu la prima volta di un Presidente giovane che parlava “giovane” e ai giovani! Parlava del futuro del suo Paese e del mondo, e sapeva parlare di… “futuribile”…

fu la prima volta che un Presidente e sua moglie, la First Lady, giovani e belli,  -  ed i figli piccolini, con l’ultimo che  gattonava fra le gambe del padre che lavorava nello “studio ovale” della Casa Bianca -  più che una famiglia presidenziale,  sembrava una famiglia di attori hollywoodiani...

fu la prima volta che un Presidente osò parlare con parole nuove e di speranza per un Mondo nuovo, dove, diceva, tutti gli Uomini erano uguali a prescindere da tutto, e sarebbero dovuti essere Uguali, realmente…

fu la prima volta che un Presidente scelse, per il suo staff, persone giovani che vedevano giovane – per primi i fratelli – ma soprattutto ragazzi ch’erano usciti  da Harvard, le sue famose “teste d’uovo”…

fu il primo Presidente che, suo malgrado, fece correre i brividi per la schiena all’intero globo terracqueo, per il braccio di ferro intrapreso con l’U.R.S.S. per i missili sovietici in viaggio verso Cuba. Ed il mondo, mai come allora dopo l’ultimo conflitto mondiale ed in piena “guerra fredda”,  fu sull’orlo della terza guerra mondiale che, questa volta,  sarebbe stata  atomica. E anche se Lui… sudò freddo,  e con lui tutto il mondo,  vinse il braccio di ferro e le navi portamissili russe fecero dietro-front…

fu il Presidente americano  che,  giunto in visita in una Berlino allora ancora tragicamente divisa, gridò alla folla  e in faccia ai soldati russi che, dall’altra parte del muro stavano a guardarlo con potentissimi binocoli… <Ich bin ein Berliner!>… (io sono Berlinese!) per condividere e sposare le sorti della città tedesca divisa in due  e mandando, così, in visibilio i Berlinesi che lo applaudirono osannanti,  con le lacrime agli occhi…

fu il primo Presidente americano… bello e ricco di fascino, da sembrare…  quasi  “artificiale”…  un attore che interpretasse una parte…

e il mondo, quasi come con un attore famoso…  se ne innamorò!

Tutto in lui era carismatico, anche i famosi  e malcelati dolori lancinanti alla schiena – eredità d’una ferita di guerra –  e ditemi se il carisma non conta in un uomo, specie  un uomo pubblico!

Fu vera gloria???

E qui dobbiamo chiedere scusa per aver plagiato “don Lisander” e continuare a dire con Lui… “ai posteri… ecc. ecc.,  perché la Storia NON si scrive dopo appena cinquant’anni,  come è uso e “MALcostume” d’oggi!

Si è detto anche che tutto, anche il semplice “muoversi quotidiano” di questo Presidente fosse frutto di   uomini  esperti  in “marketing”…

Si è detto che i suoi discorsi non fossero da lui scritti, ma frutto delle penne delle sue teste d’uovo e di famosi  “ghostwriters” . Ma  ditemi quale uomo politico non li ha e  non  li usa in tutto il mondo, e perfino nella nostra ingloriosa  e povera Italietta, sono molto attivi e ben retribuiti  i famosi esperti di politica che scrivono i discorsi per gli uomini politici! Ma… almeno, Lui  li sapeva leggere…  interpretare…  metterci l’anima, tanto da sembrare  scaturissero direttamente dalla sua  mente di uomo di Stato e  dal suo cuore di Uomo  che fermamente credeva in quel che diceva…

Si è detto pure che mai sarebbe giunto alla Casa Bianca, senza le ricchezze, la cupidigia, e l’orgoglio spropositato e la fame di potere del padre Joseph. Ma ditemi quale presidente degli Stati Uniti, specie dell’ultimo cinquantennio, non sia stato, in partenza,  ricco di famiglia, o se non tale direttamente, non abbia sfruttato la ricchezza e/o  il potere  di un parente prossimo  (leggi Clinton, marito di Illary, ricca e famosa avvocato)…

Si è detto anche, che senza  l’aiuto delle colonie cattolica e irlandese  d’America e addirittura senza l’aiuto occulto, ma non troppo, talvolta anzi quasi troppo esplicito, della malavita americana  d’origine siciliana – che la Storia, poi, asserisce ch’egli abbia combattuto  e con impegno, con l’aiuto del fratello Bob, Ministro della Giustizia – non sarebbe mai divenuto l’inquilino della casa, “più famosa” d’America…

Si è detto pure che fosse un uomo dalle voglie sessuali compulsive…  e che una volta al giorno, quasi come medicina,  dovesse unirsi ad una donna e che ci fosse, fra gli innumerevoli compiti del suo staff, anche quello di fargliene trovare una in ogni Paese che visitasse. Per questa quasi “malattia”, la moglie, prima della conquista della Casa Bianca, pare avesse la seria intenzione di divorziare dall’allora senatore John,  già proiettato verso il seggio presidenziale, ma ebbe l’ordine di fermarsi, dall’abile e quasi despota  suocero Joseph .  Ma sappiamo che molti uomini potenti non sanno sfuggire a tale malattia e ricordiamo solo due esempi:  la segretaria- amante del presidente Eisenhower  e le proverbiali parentesi  sessuali  - vere sveltine -  consumate  su di un sedile di pietra di Palazzo Venezia, stivali calzati, fra una riunione e l’altra, del nostro Mussolini, cui fungeva da  “pronubo”,  il famoso  usciere partenopeo, Navarra…

Ma il mondo non è mai è stato tanto innamorato d’un uomo politico, come lo fu di Kennedy  e mai  nessun Presidente U.S.A.  ha fatto sognare tanto l’America e l’intero mondo.

Poi… tutto d’improvviso, in un giorno qualsiasi, in una visita qualsiasi, in uno qualsiasi dei tanti Stati d’America… la “favola” finì e dopo…

Dopo…  le cose sono continuate allo stesso modo,  con il fratello Robert… E le disgrazie, quasi come la “verghiana  vicenda” dei Malavoglia si sono accanite su tanti membri della sua famiglia, in primis, sul figlio John,  morto, giovanissimo,  tragicamente, in un incidente aereo…

Ma a chiusura di questo fuggevole ricordo ed indipendentemente dalla svolta che ha preso, anni dopo, poi, la vita di Jacqueline, “vogliamo”, “voglio”… dedicare questo particolare dell’assassinio del Presidente Kennedy,  alle “MOGLI”…  alle mogli del Mondo intero, ricordando quel gesto folle -  ma folle proprio perché d’Amore, e d’Amor coniugale -  di Jackie che,  col suo vestitino rosa confetto, bagnato ormai del sangue del marito e col cappellino pur esso rosa,  s’ arrampicò d’impeto,  sul cofano posteriore della macchina presidenziale, per raccogliere nella sua mano una parte di massa cerebrale del marito ch’era schizzata fin là… con l’illusione tenera  che, come una tessera di puzzle, avesse poi, potuto ricomporre il corpo del marito ucciso!

Le Mogli!!!...


 
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