Anno X -

 

 

 

I Bronzi di Riace presto


a…casa!


(27.08.2013)

di Anthony Cormaci






Una città come Reggio Calabria, con naturale vocazione turistica sia per la posizione geografica, che per la ricchezza dei beni culturali, oggi inclusa tra le dieci città metropolitane, non può stare ancora in attesa della conclusione di questa lunga terapia alla quale sono state affidate le statue bronzee, che tanto entusiasmo hanno suscitato in tutto il mondo.

Ecco come una notizia “locale” può assumere valenza nazionale (si tratta di opere di grande pregio affidate al Museo Nazionale della Magna Grecia per cui si è “mosso” il MiBAC,Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo),e oggi addirittura suscita un interesse planetario dato l’intervento dell’Unesco attraverso le parole del rappresentante italiano Giovanni Puglisi,il quale non fa sconti nelle sue ferme dichiarazioni fatte a luglio 2013, che riportiamo:

“La situazione dei Bronzi di Riace, abbandonati da oltre 1,290 giorni nella sede del Consiglio regionale calabrese a causa del protrarsi dei lavori di restauro del Museo della Magna Grecia, è un’assoluta vergogna per l‘Italia.


Lo è dal punto di vista della cura dei beni culturali e dell’immagine internazionale del nostro Paese. E viene ancora più rabbia se si considera che ciò accade proprio in una regione come la Calabria dove il turismo dovrebbe essere una primaria risorsa,oltre al profondo rammarico se si tiene conto che le statue, bene dell’Umanità,scandalosamente dimenticate da anni in una città come Reggio Calabria che ha un disperato bisogno di sviluppo,potranno essere fruibili nella tarda primavera del 2014.

Prendo atto – conclude il Presidente Commissione Unesco per l’Italia – dell’intervento del premier Letta che ha promesso un’inversione di tendenza rispetto ai tagli ai Beni Culturali, da riconsiderare come risorsa del Paese.”

Pur condividendo l’indignazione del rappresentante Unesco e quella del Segretario generale del Mibac,Pasquale Recchia (Non saranno consentiti eventuali altri ritardi!)
è d’obbligo,come cronista e reggino, precisare che le bellissime statue bronzee, pur
“dimenticate” nelle sale del Consiglio Regionale,sono state messe in grandi locali,adibiti a laboratorio di restauro e rese fruibili da centinaia di visitatori  anche nelle varie fasi officinali.
La precisazione è un dovere di cronaca che nulla toglie alla ferma indignazione
dei rappresentanti  di Istituzioni Nazionali e Internazionali,  che giustamente hanno stigmatizzato i ritardi e i relativi lassismi !

Dobbiamo registrare infine la viva e intensa partecipazione delle associazioni culturali reggine, prima in assoluto quella degli “AMICI DEL MUSEO”, degnamente presieduta e condotta con passione dall’avv,Vincenzo Panuccio, sempre pronto a difendere l’identità culturale della Città e del suo Museo Nazionale, non solo “Casa” dei bronzi, ma di tantissime pregiate opere della Magna Grecia e del Territorio.



 
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