Anno VIII -

Stiamo vivendo da testimoni vere svolte epocali

"SIGNORI... SI CAMBIA!"

Un  quaderno nuovo tutto da scrivere per la Chiesa, per lo Stato,

per la Democrazia e si spera anche per l’Uomo.

di Alfredo Labate Grimaldi

(15.03.2013)

Ma vi rendete conto che la Storia, tutto d’un colpo, ci sta facendo visita, anzi ci rende spettatori attoniti di vere svolte epocali?
Svolta nella Chiesa. E pare che lo Spirito Santo si sia divertito nel mettere a segno due colpi sensazionali per la storia della Chiesa: dimissioni d’un Papa e quindi l’elezione di uno nuovo che viene dall’altra parte del mare e che si fa chiamare Francesco!
Cambiamento  nel governo della Nazione, nelle sue Istituzioni ed anche, forse, nel metodo democratico di gestione della Cosa pubblica.
Cambiamento  - e speriamo! – anche dell’Uomo.
Be’ di questo, permetteteci di essere molto, ma molto perplessi … Non crediamo che l’animale Uomo  possa cambiare.
E i grandi cambiamenti avuti attraverso i secoli, allora?
I cambiamenti, se guardiamo alla Storia, spesso, non  sono stati  prodotti dall’Uomo in quanto animale pensante, bensì dai tempi: i tempi  che maturando, producono energia che si trasforma in forza motrice, si trasforma in… vento… in tempesta, talvolta, producendo eventi: eventi che si fanno Storia e che “fanno” la Storia.
La Storia che per anni, secoli, pare che dorma e che nulla cambi, perché i tempi non sono mauri…
Ma poi, questi, complice magari una sola scintilla, si svegliano, si accendono, corrono, trovano nella corsa elementi di rinforzo, spaziando magari all’impazzata per un intero continente o per l’intero globo, contagiandosi a vicenda idee, metodi di rinnovamento, di evoluzione o, talvolta, purtroppo, di involuzione…
Dopo secoli che la Chiesa italiana faceva “asso pigliatutto” riguardo al pontefice regnante, ora, grazie a Dio, lo Spirito si è rammentato che la vera chiesa di Dio è universale e quindi, sta attingendo oltre che nel resto d’Europa, anche in altri continenti.
Papi stranieri, quindi e che siano i benvenuti nella vigna del Signore.
Fatto ancor più clamoroso –  di analoghi se ne conoscono massimo due, tre nell’arco dei secoli, ma in ben diversi contesti storico-politici -  l’erede di Pietro che abbandona la barca del Signore e scende a terra.
E l’ultimo avvenimento, fuori dai canoni per due millenni, l’inquilino del Vaticano che sceglie di chiamarsi Francesco.
Cosa dobbiamo pensare? Che, veramente la Casa della Chiesa sia così “sgarrupata” che abbia bisogno d’un novello Francesco (temiamo di sì!), come nel sogno di Innocenzo III  che vide Francesco  il Poverello che cercava di sorreggere la basilica lateranense per non farla crollare?
Un quaderno tutto nuovo da scrivere, come al primo giorno di scuola, poi, è quello del nuovo Parlamento rinnovato nelle fasce di età molto più giovani, nella finalmente maggiore, significativa presenza femminile e nella impostazione ideologico- politica di una abbastanza ampia fascia di un  nuovo gruppo parlamentare.
Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di un cambio di mentalità politica, più legata alle idee che alle casacche di partito e ci auguriamo che quel quaderno nuovo non si riempia, alla fine,  di “strafalcioni”.
Un quaderno tutto da scrivere - abbiamo detto – e tutto da leggere: finora vi abbiamo intravisto solo delle intenzioni, ma l’Amministrazione della “res-publica” è ben altra cosa. Attendiamo i fatti.
Per ora, di fatti abbiamo potuto registrare soltanto che gran parte dei nuovi inquilini giovani di Montecitorio e di Palazzo Madama, amano farsi chiamare “cittadini deputati” e francamente non ci dispiace questo sottile se pur solo formale “giacobinismo” in palazzi ove si sprecava il titolo di Onorevole per persone dalla condotta ben poco o per nulla onorevole!
Il rinnovamento del Parlamento esce dagli schemi di rinnovamento di legislatura - che a ben pensarci, poi, facevano vedere ben poche facce nuove – è tale che forse, realmente si può parlare di Terza repubblica, ammesso che ce ne sia stata una seconda dai  ben specifici connotati, se si esclude il passaggio da un esasperato polipartitismo ad un bipolarismo classico di marca nordeuropea.
Cambia l’inquilino di piazza San Pietro, cambiano gli inquilini di Montecitorio e di palazzo Madama e cambia anche l’inquilino del Quirinale.
Qui il discorso si fa importante e soprattutto nuovo.
La figura dell’inquilino del Quirinale – ed era tempo ! – non è più un rigido, ingessato,  grigio Notaio della Repubblica, ma si è evoluta in una figura di “sottile e sopraffino animale politico”. Uomo che pur rimanendo “super partes”, compie scientemente e responsabilmente, atti meramente politici.  E che parlando di Napolitano, è stata una figura ago della bilancia degli ultimi avvenimenti del Paese.
Cambiamento quindi dell’inquilino del colle più alto di Roma, ma ci auguriamo che il nuovo padrone di casa, segua la scia del predecessore. Pensiamo che non ne possa fare a meno e crediamo che tutti si augurino che ormai, anche in ciò, ci sia stata una concreta, positiva svolta storico-politica.
E proprio per questo fermamente crediamo che ormai siano maturi i tempi perché  sia una Donna ad essere eletta alla più alta carica dello Stato: proprio per le molteplici doti di cui sono dotate le Donne e soprattutto per una loro precipua dote che si portano nel loro D.N.A. : il  pragmatismo.
Pragmatismo innato che, accoppiato ad altre doti quali la migliore preparazione, un maggiore orgoglio ed uno spirito di sacrificio non comune ed in tutte, poi, una – diciamolo, per favore! –maturità ben maggiore di noi maschietti, farebbe di una scelta femminile, una scelta preziosa per il Paese.
E cambierà anche il Governo…
Senza entrare in previsioni che al momento sarebbero  da vera cabala, possiamo affermare che, si riesca a formare un governo o si vada a nuove  elezioni, nulla sarà più come prima!
Anche qui i tempi, gli eventi hanno forzato la mano al renitente uomo e lo hanno costretto a capitolare.
Bisogna ormai capire che il popolo, diciamo il “quarto stato”, si sta riprendendo in mano il volano della storia. Come a piazza san Pietro, il popolo di Roma ha ritmato, gridando… “ Francesco… Francesco!…” ancor prima che fosse stato eletto , oggi la gente intende ed a ragione, di riprendere in mano i suoi destini e l’orologio lo porta non al collo in forma di sveglia, ma al polso.
E questo i Signori dei Palazzi l’hanno capito, anche se son rimasti ancora intontiti e coniugano ancora vecchie formule… L’ultima???  “Governo di scopo”!!!...
Ma dai! Rimane solo  che risuscitino anche i famigerati governi balneari “made in Giovanni Leone”!
Ce n’è da vedere, di cose, quindi, eh, gente?
Non rimane che aspettare.
L’attesa non sarà lunga. E come in piazza S. Pietro, anche altrove, la Storia corre, sapendo trovare le sue vie nuove da percorrere.
E l’Uomo?  Cambierà?  E quando?
Ma no… dai!
Lui non cambia mai: l’Uomo rimane sempre lo stesso ed al massimo cambia pelle e gabbana a seconda degli eventi. Ma lasciamolo stare povero uomo! Lui cambia al ritmo dei tempi biblici, si evolve darwinianamente attraverso i millenni.
Tanto ci pensano i tempi, gli eventi, a cambiare la Storia da un giorno all’altro, nel vero senso della parola, lasciando il povero animale uomo, attonito come sempre e superato dagli eventi .
Non ci rimane che attendere, quindi…
E mai come adesso, potremo dire…
“Io c’ero”.

 
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