Anno VIII -

EUROPAERUOPA 

Roma, Conferenza-stampa di Grazia Francescato  e Monica Frassoni

di Alfredo Labate Grimaldi

Grazia Francescato, storica “verde” e  Monica Frassoni, una giovane donna simpatica, aperta, concreta, ma che, soprattutto, non le manda a dire a nessuno, eurodeputata.
Entrambe in  Conferenza-stampa, a Roma,  in vista delle elezioni europee del 6 e 7 giugno, per il rinnovo del Parlamento europeo.
Attacca la  Francescato: “la Politica italiana è un’ottusa politica retrograda, spesso provinciale ed autoreferenziale, che ha relegato la politica dell’Ambiente in una posizione marginalissima, senza contare che molti dei nostri problemi potrebbero essere risolti con

una politica più attenta all’Ambiente”.
E tiene a sottolineare che, “in base anche ad una tradizione dei Verdi italiani, essi si presentano al prossimo appuntamento elettorale, alleati con la lista di sinistra ‘Sinistra e Libertà’, ma che ciò non vuol negare assolutamente che i Verdi italiani facciano parte, in primis, della ‘Famiglia Europea’. E quindi, per questo, gli elettori italiani sanno benissimo e fin da adesso, dove si andranno a sedere i deputati italiani verdi neo-europarlamentari, e cioè affianco degli altri Verdi di tutt’Europa, costituendo, così, una unità pur nella diversità.
E che la parola Libertà – ha continuato - torni finalmente a ritrovare il proprio vero significato nella sua naturale  casa e cioè, nell’ambito della Sinistra e che non significhi più, invece, che ognuno si fa i cavoli propri!...
E con i Verdi di tutt’Europa – continua la Francescato - stiamo organizzando, un ‘Green new deal’ che sarà uno dei capisaldi del programma Verdi/Sinistra e Libertà per le prossime elezioni europee.”
‘Green new deal’ - letteralmente ‘nuovo patto verde’ -  prevede, così come in molti altri paesi del mondo, Usa in testa auspice lo stesso Obama, una nuova totale politica verde che presupponga, anzitutto, un nuovo pensiero verde a cui sia improntata l’intera politica di un Paese, soprattutto in campo energetico(riconversione ecologica della energia), in campo economico, ‘new green economy’  (politiche economiche severamente ambientali che mettano nella propria ottica, in primis, l’Uomo nel suo naturale habitat e privilegino lo sviluppo sostenibile dei Paesi del terzo mondo), e infine, naturalmente, in tutto ciò che investa il campo sociale dei Paesi europei..
Grazia Francescano ha presentato, poi, Monica Frassoni, “punto fermo e di riferimento per i Verdi italiani da quando, in esito all’ultimo appuntamento elettorale, la compagine verde nel nostro Paese non è riuscita ad entrare in Parlamento”.
La Frassoni è andata subito nel ‘particulare’ di un grande problema: quello della grande crisi mondiale che a parere dei Verdi, con un attento, studiato sviluppo di ‘green economy’, potrebbe essere non certo debellata, ma potrebbe esser d’ausilio ad una più sicura e pronta risalita dell’Economia, dando apertura e sviluppo al nuovo. Ed in particolare ha dichiarato che…
“Quando noi, per esempio, andiamo a parlare dello sviluppo delle tecnologie di energia rinnovabile, noi parliamo di una marea di piccole imprese che possono essere create  e che peraltro sono state create nei vari Paesi europei e che adesso piano, piano stanno sorgendo anche nel nostro( aziende che si occupano di pannelli solari, altre che si dedicano alla coibentazione delle case, operatori che si dedicano ad impianti di energia sostenibile, ecc.), ma che non hanno alcun sostegno legislativo-economico  da parte delle politiche del Governo italiano.
Oggi come oggi –  continua - se io ho a disposizione  un certo stanziamento per un ‘Recovery plan’ – letteralmente ‘Programma di ripresa’ (n.d.r.) -  e una grossa parte dello stanziamento stesso va a tecnologie che NON esistono ancora come la C.C.S. – il metodo che si suppone possa risolvere, in futuro, il problema dello smaltimento residui del carbon-fossile – visto che oltre all’impianto di centrali nucleari, pare che si stia  tornando al… carbone!... – e nulla di stanziamenti c’è per il solare, nulla per le energie rinnovabili, allora vuol dire che la stessa Europa è preda di lobbies internazionali e dei grossi potentati, per cui, nulla si fa di quello che nei documenti, invece, si propone E questo dispiace e non poco, perché specie per la risoluzione della crisi globale che affligge tutti i Paesi, un grandissimo aiuto verrebbe senz’altro dalla ‘green tecnology’ e più in generale, dalla ‘green economy’”.
Diverse domande sui vari argomenti, da parte dei rappresentanti della Stampa estera ed italiana, presenti, e le due esponenti dei Verdi si sono alternate nelle risposte, allargando i concetti e facendone vere e proprie appendici alle loro relazioni introduttive.
Francescato: “ Se qualcuno dovesse chiedermi della nostra storia, della storia dei Verdi, io risponderei che l’eresia è divenuta ortodossia, perché quaranta, trenta, venti anni fa noi parlavamo di Ambiente, di energie rinnovabili, di culture biologiche e via così. Ora viviamo in un mondo dove le nostre eresie son diventate sì, ortodossia ed ovunque vengono accettate, praticate, divulgate in senso globale e ovunque, si stanziano fondi per la politica Verde, tranne che, naturalmente, qui in Italia… Perfino Michelle Obama, ha impiantato in uno spazio della Casa Bianca, il suo orticello biologico!...
Quando ci chiamano sognatori, perché vogliamo far viaggiare insieme economia ed ecologia, noi diciamo che il nostro, sogno non è, perché è dimostrabilissimo che stanziando, per esempio, 500 miliardi di euro, noi ricaveremmo subito, come reazione immediata, 5 milioni di posti di lavoro nei vari settori: in quello delle energie rinnovabili, agricoltura biologica e così via.
Direte che non è così, invece vi rispondo che – è un dato non nostro, ma della Commissione europea – che già si sono creati in Europa, più di 4 milioni di posti di lavoro connessi alla ‘green economy’! E questo è un dato concreto.
I Verdi, quindi, lasciatemelo dire, non sono dei sognatori!”
Vostro Cronista: “ Se per un sogno, di colpo, in Italia, si decidesse di convertirsi in toto alle energie rinnovabili, quanto si riuscirebbe a coprire del nostro totale fabbisogno energetico nazionale? E’ vero che si parla del solo 14%? Dov’è la Verità???...”
Frassoni: “ Se mi lascia tutti i Suoi riferimenti, le mando uno studio che abbiamo appena, appena presentato e che abbiamo fatto fare dal Kioto Club, esattamente su questo: precisamente sul potenziale delle energie rinnovabili in Italia.
La risposta a questa questione, però, è tutta nel gioco dei numeri: cioè, che a seconda delle percentuali e dei relativi stanziamenti governativi che si prendono in considerazione, così, diciamo, le percentuali scendono. Ed ecco che si arriva ad un ridicolo 14% che non è assolutamente né vero, né scientifico.
Lo studio scientifico, invece, ci dice che se la scelta politica è una scelta univoca ed assolutamente coerente, siamo intorno a delle cifre che sono del tutto rispettabili e che, soprattutto, ci permettono di accompagnare l’uscita dal fossile.
Giocare con i numeri è un esercizio complicato, ma può essere anche, talvolta, pretestuoso, strumentale e, soprattutto, poco serio!”
I Colleghi della Stampa estera, della Stampa italiana ed il Vostro cronista, ringraziano Grazia Francescato e Monica Frassoni, per la loro disponibilità e per la chiarezza dell’esposizione.

 

 
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