Anno X -

Oriana Fallaci: un omaggio, un ricordo

Chi era Oriana Fallaci e chi sarà per i posteri?

di Maria Giovanna Iannizzi (21.09.2007)

Difficile trovare parole adatte per descrivere la ricca personalità di Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice, attivista, polemista, donna.
Riconoscerne la portata liberale e rivoluzionaria degli ultimi tempi significa ascoltare una voce del nostro secolo che, con tenacia, coraggio e coerenza ha saputo essere spietata nel raccontare gli orrori delle guerre, decisa nel prendere posizioni, forte nell'esprimere e difendere la sua indipendenza di giudizio, risoluta nel gestire e svelare la rabbia, le emozioni, le delusioni e i dolori. Severa e dolce allo stesso tempo, circondata da amici ma schiva e riservata, affettuosa ma esplosiva, affabile ma guerriera. Carattere passionale il suo che ha reso celebre il personaggio, la scrittrice, la donna.
Chi era Oriana Fallaci e chi sarà per i posteri? Un talento incontestabile ed un reporter di grande cultura, brava nell'inventare un giornalismo che voleva cambiare il mondo con la forza delle parole, femminile, egocentrico, impavido, passionale. Un giornalismo, quello di Oriana, che sintetizza la rivolta interiore di una esistenza schierata in difesa della vita e della libertà.
Difficile, dunque, omaggiarla ma doveroso, perché la sua identità di scrittrice e di cronista ha rilevato in chiave ironica e aggressiva quasi un secolo di storia.
Temuta e stimata dall'intellighenzia di tutto il mondo, invidiata, evitata o imitata dai colleghi, Oriana Fallaci rimarrà nella storia anche per la sua tempra culturale e le sue qualità umane straordinarie, il suo stile modesto e discreto, la sua classe.
In un mondo che ha vissuto e continua a vivere di immagine e di pubblicità, Oriana Fallaci ha saputo e voluto sottrarvisi. L'ha percorso in tormentoso silenzio, quasi in punta di piedi, senza alcuna esibizione. La riservatezza e la meticolosità sul lavoro, il suo misantropico isolamento newyorkese hanno alimentato senza volerlo la mitologia del personaggio. Come Sean Connery in Scoprendo Forester, Oriana Fallaci ha lavorato per arrivare al cuore delle persone, per farle riflettere, per svegliarle dal loro ostentato neutralismo, per spronarle a vivere la lealtà verso se stessi e gli altri.
Utilizzando le armi giornalistiche dell'inventiva o della polemica, dell'intervista o del reportage, della confessione letteraria o romanzesca, ha raccontato la sua grande passione morale e civile e, con sdegno e tremore, ha avvertito la crisi della coscienza dell'uomo, le asperità e turbolenze della storia, i limiti e le debolezze del potere democratico, i disagi e le paure del mondo occidentale.
Storiche le travolgenti interviste ai grandi della terra, Gheddafi, Yasser Arafat, Indira Gandhi,l'ayatollah Khomeini, Henry Kissinger (tanto per citarne alcuni). Nessuno di loro si è potuto sottrarre all'impeto della sua prosa aggressiva, ai toni esasperanti delle sue domande. E' riuscita, con una straordinaria franchezza ed utilizzando splendidamente l'arte della maieutica, ad ottenere dagli intervistati la verità. E alla verità è voluta arrivare anche quando ha abbandonato (ma non del tutto) il giornalismo per diventare scrittrice.
Non si possono non menzionare i grandi temi che rimarranno celebri nella storia e che Oriana Fallaci ha affrontato con forte determinazione e profonda autocritica: il tema della guerra e l'invettiva totale contro l'Islam.
E' stata sempre in prima linea, fin da quando, bambina, faceva la staffetta durante la liberazione di Firenze, con il fucile in mano e gli occhi ben aperti per poter riferire e ricostruire gli avvenimenti, senza alterarne i fatti. Coinvolta più volte nei conflitti bellici, Oriana Fallaci ha saputo vivere la storia dal di dentro, nel momento in cui è accaduta, a Firenze, come in Vietnam o nella guerra indo-pachistana, a Beirut come in Messico. Con lucidità e freddezza è riuscita ad interrogarla, raccontarla, giudicarla, condannarla.
Testimonial d'eccezione dei drammi dell'uomo contemporaneo, dopo l'attacco alle Twin Towers e dopo anni di ostinato silenzio, come una novella Cassandra non è voluta rimanere zitta davanti alle minacce terroristiche dell'Islam. Sempre in prima linea e sempre spietata nello scovare il male e, contro ogni convenzionalismo occidentale, nel distruggerlo con pesanti inventive e profezie, con la forza della ragione. E l'ultima trilogia riporta appieno la rabbia e l'orgoglio di una donna che, fragile nella sua femminilità ha saputo essere virile nella sua professionalità e contro ogni bigotteria ed intolleranza ha offerto, forse, ai posteri - e non solo - l'opportunità di essere liberi di pensare per meglio agire nel rispetto del bene comune.
Un omaggio il nostro per ricordare attraverso queste rapide pennellate, una grande donna. Grazie Oriana.

 
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