Anno VIII -

Rischio desertificazione per un terzo del territorio

Per l'associazione situazione ancora più allarmante in Sardegna e Calabria

(19.06.2007)

Oltre un terzo del territorio italiano è a rischio desertificazione. Colpa dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con stravolgimenti stagionali che sono accompagnati sempre più spesso da eventi metereologici estremi. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione della giornata mondiale della desertificazione promossa dalle Nazioni Unite. Per questa ragione, ha sottolineato Coldiretti, è importante mantenere un'agricoltura capace di salvaguardare la fertilità dei suoli.

Nel complesso a rischio è il 36 per cento del territorio italiano, ma la situazione è ancora più allarmante in regioni come Sardegna e Calabria, dove secondo l'ultimo annuario dei dati ambientali dell'Apat, le zone con sensibilità media o alta alla desertificazione arrivano a circa il cinquanta per cento.

I cambiamenti climatici, prosegue Coldiretti, stanno stravolgendo le condizioni di fatto del sistema agricolo. Hanno innanzitutto messo in moto uno spostamento delle zone tradizionali di coltivazione di colture, come ad esempio è accaduto all'olivo che oramai viene coltivato a ridosso delle Alpi. Gravi anche i fenomeni della riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e l'anticipo di germogliamento per le piante coltivate. A questo vanno aggiunti anche il maggiore rischio di gelate tardive e le alluvioni in pianura. In gioco, secondo i dati di Coldiretti, c'è un patrimonio di prodotti che ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali nei vini, nei prodotti a denominazione di origine e nelle specialità tradizionali.

Il presidente della Repubblica Napolitano, in un messaggio in occasione della Giornata chiede attenzion e impegno. "Bisogna garantire, nello spirito della Convenzione per la lotta alla siccità e alla desertificazione, le condizioni di una crescita sostenibile, rispettosa dell'ambiente e delle sue risorse primarie".

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti: "La politica deve fornire risposte urgenti" alla emergenza globale rappresentata della desertificazione. "La desertificazione - scrive Bertinotti - rappresenta una delle conseguenze più inquietanti del fenomeno di surriscaldamento del pianeta, cui ha contribuito in misura crescente un'azione umana irresponsabile, che ha finito per colpire soprattutto le regioni del sud del mondo, accrescendone i già drammatici livelli di precarietà, insicurezza alimentare e povertà ".

In queste condizioni, ha detto Bertinotti, è necessario anche "il contributo determinante delle iniziative della società civile. Solo operando un cambiamento radicale degli stili di vita e maturando la consapevolezza della necessità di un nuovo rapporto tra uomo e natura, sarà possibile realizzare strategie efficaci di sviluppo sostenibile".

Su un piano globale, secondo le Nazioni Unite, sono oltre un miliardo le persone minacciate dalla desertificazione con oltre un milione di profughi che ogni anno sono costretti a fuggire dalle terre divenute invivibili. L'area più interessata è l'Africa, con tre quarti delle terre coltivate che subiscono degrado e desertificazione.

Più duro il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio: ha chiesto un Dpef che affronti il problema del clima: "Le pensioni e il rilancio dell'economia sono certamente grandi temi, ma è gravissimo che la lotta ai cambiamenti climatici e la riconversione ecologica non siamo considerati prioritari".

Articolo del 17 giugno 2007 tratto repubblica.it

 
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